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Morgano, una maglieria artigianale italiana dove la raffinatezza è green

08/09/2021

Noi della redazione di The Green Army siamo andati a conoscere questa realtà ben affermata che esporta capi in tutto il mondo, e il titolare Alessandro Bessegato ci ha illustrato tutte le sue peculiarità.

Alessandro, che tipo di azienda è Morgano?

L’azienda è nata nel 1969 e prende volutamente il nome dalla località in cui si trova per evocare l’italianità. Nasce specializzata nelle Lane Merino Australia e in seguito Cashmere e Cotone Egiziano. L’azienda ha 15 dipendenti, ma un indotto di circa 500 persone. Pertanto, lavoriamo con quasi 30 aziende. Operiamo nel mercato estero per il 75% del volume d’affari e i primi paesi d’esportazione sono Giappone, Corea, Usa, Germania e tutti i paesi dell’area Scandinava.

In che modo l’azienda si distingue nel mercato?

Noi lavoriamo su vecchi telai Cotton, che sono delle macchine costruite ad inizio ‘900. Questo particolare tipo di macchinario ha bisogno di un meccanico sempre presente durante il suo utilizzo. Purtroppo, non riesce a produrre tutti i tipi di capi come le nuove macchine ma il suo vantaggio è la capacità di produrre grandi quantità di prodotti in breve tempo. 

Ovviamente, negli ultimi 30 anni abbiamo anche inserito nella produzione alcuni nuovi macchinari per riuscire a realizzare altre creazioni, ma abbiamo deciso di mantenere sempre i vecchi telai perché crediamo fortemente siano un valore aggiunto alla nostra azienda.  

Quando è nato l’interesse verso la sostenibilità?

La nostra materia prima principale è la lana merino che è un prodotto rinnovabile, 100% naturale, biodegradabile e morbido sulla pelle. Da dieci anni investiamo molto nel settore della sensibilità del prodotto e soprattutto i mercati esteri lo richiedono. Tutti i nostri prodotti subiscono un lavaggio e lo facciamo ad acqua senza solventi chimici, cercando di evitare il maggior spreco d’acqua possibile. Abbiamo, infatti, le lavatrici di ultima generazione a controllo litri d’acqua e a volte la stessa acqua riusciamo a utilizzarla due volte. I saponi che utilizziamo sono di origine naturale perché è importante conferire alla lana un trattamento pari a quello che riserviamo ai nostri capelli, perché si comporta proprio come loro. Infatti, quando cambia il tempo è importante modificare le temperature di lavaggio delle maglie perché cambia l’elettrostaticità. 

Com’è la qualità dei vostri prodotti?

Le qualità dei filati che utilizziamo sono tutte qualità premium. I cashmere arrivano dalla regione dell’Inner Mongolia, una regione molto verde dove l’agnello riesce a vivere in un ambiente umido e a mangiare erba verde, e tutto ciò è molto congeniale per il suo manto. Noi, poi, portiamo via solo la parte del sottomento. Faccio questo esempio, perché il Cashmere lo possiamo trovare a differenti prezzi, e questa differenza dipende dalla sua qualità e dalla sua derivazione. Ad esempio, il Cashmere a basso prezzo solitamente deriva da ambienti aridi e secchi dove l’animale soffre molto, il suo pelo in genere si contrae e non è rilassato. Nell’Inner Mongolia, invece, dato che è una regione molto umida, l’agnello viene gestito in un modo differente e si ha un altro tipo di qualità. I cotoni per la primavera, invece, hanno la tracciabilità totale, dal fiocco alla maglia realizzata. Tutto questo è possibile anche grazie al fornitore, uno dei più importanti in Italia perché ha la propria coltivazione di cotone. Tutti i cotoni sono organici, non subiscono trattamenti batteriologici, l’estrazione viene fatta a mano e il lavaggio solo ad acqua.

Come avviene la selezione delle materie prime?

La selezione delle materie prime avviene grazie ai fornitori a cui ci affidiamo da 50 anni. La scelta di non cambiare fornitori frequentemente è data dalla volontà di avere persone di fiducia e prodotti di qualità che abbiamo imparato a conoscere in modo sempre più approfondito negli anni. Inoltre, prima di lanciare un nuovo prodotto sul mercato, lo testiamo noi in prima persona, utilizzando i capi, lavandoli ed esponendoli al sole diverse volte, per verificare concretamente che siano morbidi, piacevoli da indossare e che siano effettivamente di qualità. 

Avete altri nuovi progetti in fase di sviluppo?

Cinque anni fa con un biologo e un chimico abbiamo cercato di progettare qualcosa di nuovo che in seguito ho chiamato COLOR FRUIT.

Abbiamo provato ad utilizzare la frutta per creare una tintura. Il progetto era nato con l’idea di creare una tintura al 100% naturale. Abbiamo preso la frutta e le essenze di frutta, abbiamo aggiunto l’acqua e l’abbiamo polverizzata. I frutti usati sono: mela, banana, kiwi, menta, mirtilli e mango, e in futuro sperimenteremo le colorazioni anche con altri frutti. Grazie a questo processo i capi sono in colorazione naturale e portano la profumazione del frutto utilizzato. Il progetto completo ancora non è stato lanciato nel mercato ma a breve ci saranno delle nuove opportunità che speriamo diano dei risultati soddisfacenti.

Cosa consiglierebbe a un consumatore per valutare l’acquisto di una maglia rispetto ad un’altra?

La prima cosa da chiedersi è “Perché c’è una differenza di prezzo?”. Il consumatore molte volte non vede cosa c’è dietro alla produzione e spesso si ferma al fattore prezzo rendendolo determinante per la scelta. Ma dietro ad un prezzo più basso c’è una qualità più bassa, un materiale spesso non sostenibile e un processo di lavorazione impostato sulle logiche della fast fashion. Informarsi dall’etichetta sulla materia prima e sull’etica del brand è il primo passo per acquistare consapevolmente.

Quali sono le vostre prospettive future?

Per il futuro vogliamo creare un nuovo progetto per riqualificare il mercato italiano nell’ambito della ricerca e dello stile. Il nostro desiderio è di aumentare lo standard italiano al pari di quello europeo.

Avete dei progetti per il futuro?

Il nostro progetto per il futuro è quello di continuare sulla qualità del prodotto e sulla ricerca dei materiali dando una forte spinta allo stile. Abbiamo un forte spirito di metterci in discussione tutti i giorni e credo sia questo il vero DNA di Morgano.