Il ritorno di Postalmarket il mito

Il catalogo Postalmarket, tra gli anni 70 e 90, ebbe un impatto sociale molto forte sulle abitudini degli italiani, tanto da essere citato in film, o in saggi come un fenomeno di costume e di cultura pop, che arrivava in milioni di case in tutto il paese. In quegli anni non c'era il web e anche la possibilità di muoversi non era cosa semplice, per questo l’occasione di avere un catalogo direttamente a casa propria era un lusso, una magia anzi una festa, per citare il famoso slogan pubblicitario che canticchiava: “Con Postalmarket uso la testa e ogni pacco che mi arriva è una festa!” 
 
​“Sono cresciuta con Postalmarket – ci confida Manila Nazzaro, Miss Italia 1999, attrice e conduttrice su Radio Zeta- gruppo RTL di Buongiorno Zeta - Mio nonno, che abitava al piano di sopra, era abbonato ed acquistava tantissimi prodotti per la casa, vestiti e regali per noi nipoti. Una volta che l'aveva sfogliato e aveva fatto tutte le sue annotazioni, finalmente lo passava a me. Ero innamorata delle modelle, delle attrici in copertina e così, a volte, chiedevo a mia madre di truccarmi per gioco, perché ero piccolina, esattamente come loro.” 

E in effetti le attrici e le modelle ritratte sulle copertine del catalogo in quegli anni erano tra le più ricercate e popolari al mondo: Ornella Muti, Romina Power, Carla Bruni, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Monica Bellucci, Eva Herzigova, Isabella Ferrari, ma anche icone intellettuali come Milva, Mariangela Melato e, unica eccezione maschile, Giorgio Gaber, in coppia con la moglie Ombretta Colli.  Un albo d’oro che racconta la storia italiana quasi meglio di un saggio. Settecento pagine di desideri che hanno creato un popolo di fan, con pagine dedicate anche sui social network.
 
“Vivevo a Brindisi, ero piccola e ricordo lo sfoglio del catalogo – racconta Monica Setta, conduttrice di Uno Mattina in Famiglia su RaiUno - come una gioia per la famiglia. I miei compravano di tutto, dai giochi per la spiaggia, alla macchina per fare la pasta, ai pantaloni per papà. Ricordo il rito delle ics su capi che desideravo far comprare a mia mamma. Una volta non trovavamo più il prezioso Postalmarket, e con i miei genitori rivoltammo tutta casa per cercarlo, alla fine scoprimmo che l’aveva preso in prestito la colf!”.


MONICASETTA | PH.SARA GALIMBERTI
 
“Ero un adolescente in erba – ricorda l’attore romano Simone Montedoro, su CHILI con il film Diversamente di Max Nardari - e soprattutto per noi maschietti, sfogliare quelle pagine aveva il sapore del proibito, per tutte le emozioni che ci davano quelle modelle stupende in lingerie, immortalate in pose che non avevano niente di scabroso o di volgare, ma che ci facevano volare con la fantasia.”.


MANILA NAZZARO | PH.SARA GALIMBERTI

E aggiunge Manila Nazzaro: “Era in anticipo su tutto. Faceva davvero tendenza soprattutto nel trucco e nelle acconciature. Ricordo bene come gran parte delle adolescenti imitassero i ciuffi cotonati e i capelli biondissimi delle modelle.” .

Postalmarket era molto di più che un fenomeno di costume. Era una florida azienda con numeri da capogiro: 45.000 spedizioni al giorno, 600 miliardi di lire di fatturato, 1.400 dipendenti e la collaborazione con firme dell’alta moda come Krizia, Coveri e Laura Biagiotti. 

“Da ragazzo lavoravo come modello e ho fatto dei servizi fotografici per Postalmarket – ci racconta Beppe Convertini, da tre anni alla guida di Linea Verde su RaiUno - Ho dei ricordi nitidi e bellissimi di quella esperienza. Quando mi recai in sede a Milano mi resi conto di quanto poteva essere enorme l’azienda, anche per la quantità di persone che ci lavorava. Su set fotografico, poi, ho incontrato una squadra di grandi professionisti. Tutto era approntato alla perfezione: il fotografo, il trucco, l’acconciatura, i vestiti. Eravamo coccolati e rispettati. Quel primo scatto fu un’emozione e un traguardo importante per me, il pensiero che la mia famiglia mi avrebbe visto sul catalogo più sfogliato d’Italia, mi rese molto orgoglioso.” 


BEPPE CONVERTINI | PH.SARA GALIMBERTI
 
“L’arrivo dei pacchi a casa era un avvenimento davvero speciale – rammenta con nostalgia Simone Montedoro- Un modo per riuscire ad avere dei capi alla moda, ma alla portata di tutti.” 

“Mia mamma faceva ordini in ogni settore – aggiunge Beppe Convertini, ricordando la festa che accompagnava l’apertura di un pacco - E chi se lo scorda, quando aprii la scatola con le mie prime scarpe da ginnastica di tela bianca. Wow!”.

Oggi l’intenzione di Francesco D’Avella, Founder e Ceo di Storeden, piattaforma di e-commerce artefice del ritorno del brand, è quella di riportare nelle case degli italiani quel piacere al consumo razionale, che solo il catalogo Postalmarket riusciva a dare, creando anche il più grande portale on-line del Made in Italy. 
“Nonostante il mondo sia completamente cambiato e quasi tutto arrivi in delivery – commenta Manila Nazzaro – sono sicura che Postalmarket potrà fare veramente la differenza. Con l’intervento di curatori eccellenti per ogni categoria, come è stato annunciato, riuscirà a scontrarsi alla pari con i grandi mostri dell'e-commerce. E poi il catalogo cartaceo è ancora vincente!”.
 
“Non vedo l’ora di poterlo di nuovo sfogliare, guardare l’impaginazione, e di vederlo anche on-line! – ci dice Beppe Convertini - Il suo ritorno è un segno di rinascita positiva, che ci dà gran forza e molta speranza per il futuro della nostra economia, soprattutto nel food, nel mondo dei vini, che sono i nuovi punti di forza del catalogo.” .

Per Monica Setta: “E’ uno splendido ritorno, e lo dico da giornalista economica. Un modo per far tornare in auge un brand che non è mai morto, per dare forza ai marchi italiani, aprire agli emergenti e far conoscere il mondo meraviglioso di Postalmarket anche alle nuove generazioni.”