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Un piccolo grande mondo

Sostenibilità, etica, ecologia. Ma anche sicurezza e grande attenzione alla qualità. Questi aspetti ormai stanno interessando sempre più ambiti della vita quotidiana. L’attenzione all’ambiente e alla salute degli esseri viventi non è mai stata tanto d’attualità, soprattutto in questi ultimi anni. Buono, pulito e giusto, il celebre slogan che ha reso famosa la filosofia di Slow Food, sta coinvolgendo anche altri settori, come la moda per esempio. Dario Casalini nel suo recente libro "Vestire buono, pulito e giusto". Per tornare a una moda sostenibile, racconta un'alternativa possibile, quella della slow fashion. Partendo da un'analisi documentata sui processi dell'industria tessile e sull'impatto ambientale, l'autore va alla ricerca di un nuovo paradigma che possa unire bellezza e utilità, salvaguardando anche la nostra salute. Nel libro si traccia un quadro ragionato dei tanti aspetti da prendere in considerazione per comprendere quanto si possa fare la differenza scegliendo i capi di abbigliamento del guardaroba.
Il mondo dei bambini poi richiede una cura anche maggiore. Questo trend di consumo sta interessando un numero crescente di genitori, che hanno una grande responsabilità al momento dell’acquisto. Devono leggere le etichette, controllare con quale carta è stato imballato il prodotto, conoscerne la provenienza. Sono scelte semplici e con queste è possibile realmente contribuire a rendere il mondo più pulito e promuovere nei figli comportamenti rispettosi dell’ambiente. Temi come la sostenibilità e l’energia rinnovabile possono essere spiegati in modo appropriato anche ai bambini: di certo, alimentare il senso di rispetto dell’ambiente già da piccoli, renderà le nuove generazioni più attente al futuro del pianeta.

Le mamme in particolare sono le più coinvolte, perché sono le principali responsabili degli acquisti per i più piccoli di casa, dall’abbigliamento ai giocattoli. Sono attente allo stile, alla qualità e alla provenienza di ciò che comprano. Scelgono di preferenza materiali bio e sostenibili, come il cotone organico, tipologia coltivata con metodi che hanno un basso impatto sull’ambiente. Vengono infatti utilizzati sistemi di produzione biologica per fertilizzare il terreno, eliminando pesticidi e fertilizzanti chimici. Le mamme privilegiano produttori virtuosi, che soprattutto per il mondo bambino, spesso sono altre mamme, quindi ancora più attente ai processi di lavorazione, alla scelta delle materie prime e dei trattamenti. E anche le mamme famose non potevano che seguire questo trend.
Materiali sostenibili e giochi educativi sono le scelte principali di Martina Panagia, conduttrice tv (E-mamma all’interno del programma green E-planet, e precedentemente X-Style, entrambi Mediaset) per la sua Vera.
“La mia bimba ha appena compiuto dieci mesi, quindi per lei prediligo giocattoli che possano farle bene alle gengive, visto che è nel periodo della dentizione. Ci sono anelli circolari e altri giocattoli creati per essere messi in bocca e dare sollievo alle gengive doloranti. È importante però scegliere i materiali giusti e io li preferisco in silicone alimentare oppure in bioplastica. Sempre a proposito di materiali, proprio per questa fascia d’età, ma anche oltre, ci sono tanti giochi istruttivi d’ispirazione montessoriana, da scegliere possibilmente in legno. Sono giocattoli che servono anche a livello didattico per l’apprendimento dei bimbi, come per esempio il concetto leggero e pesante oppure per scoprire la permanenza dell’oggetto, sempre d’ispirazione montessoriana. Questi sono i giocattoli che amo scegliere per la mia bimba, ancora piccola per bambole e oggetti più complessi, ma che le piacciono molto”.

Bambine che giocano
 
Anche l’influencer Claudia Boroni che ha un profilo Instagram tutto dedicato a mamme e bimbi, è molto attenta al momento della scelta di abbigliamento e giocattoli per Christian.
“Quando era piccolissimo ho sempre amato molto i giocattoli in legno che mi piacciono sia esteticamente che per un discorso ambientale e per le proprietà che hanno come la durata nel tempo. Adesso Christian ha quattro anni e lo lascio scegliere, cercando di guidarlo. Per esempio, lui ama moltissimo i supereroi ma non voglio che a ogni compleanno arrivino in casa 4-5 supereroi come regalo. Però è anche giusto che segua le sue passioni, così gli ho comprato il costume di Spiderman perché è il suo preferito. Un gioco che gli è sempre piaciuto tantissimo e penso sia in vetta alla sua classifica è quello delle famosissime costruzioni. Gli piacciono tantissimo: crea torri, recinti per gli animali. Trova molto divertenti le paste da modellare. Anche se è un maschietto ha una piccola cucina in legno, dove fa lo chef, serve cene ai suoi peluche, apparecchia e sparecchia.
All’inizio a tante amiche sembrava una cosa un po’ particolare, ma io trovo sia molto bello vederlo mettere amore e gioia in quello che fa. Mi piace pensare che sto crescendo un futuro maritino provetto. Una passione che ci accomuna perché l’avevo anch’io quando ero piccola, sono i dinosauri e gli animali in generale. Gli ho sempre comprato (e continuo a comprargli) animali da collezionare ma con i quali può giocare. Già da un paio d’anni conosce tutti i nomi dei dinosauri, anche quelli più difficili da pronunciare. Amiamo entrambi molto gli animali, quindi sono contentissima di questa sua passione. È molto meno interessato a macchinine e soldatini. Non lo attraggono e penso che comunque non glieli comprerei. Il mio bambino è nato il 25 dicembre, quindi compie gli anni a Natale e purtroppo in quel giorno sono condensati tutti i regali dell’anno. Non mi piace darglieli tutti insieme, preferisco nasconderne una parte (l’abbiamo sempre fatto da quando è nato) perché ci sono momenti dell’anno magari che segnano date importanti e i regali possono essere piccoli premi. Per esempio, in questo brutto periodo, è carino premiare i nostri bambini coraggiosi, che vivono questo momento di difficoltà insieme a noi, con un peluche, una scatola di costruzioni o di pasta da modellare. Poi cerco di trasmettergli il valore del denaro, che deve essere speso bene e servire per tutta la famiglia”.
La cantante Mietta è attenta a etichette e certificazioni. “Ormai Francesco ha undici anni e come tutti i suoi coetanei predilige i giochi elettronici. Quando compravo io i suoi giocattoli, sono sempre stata attenta al costo, che non doveva essere troppo elevato, ma anche alle certificazioni previste dalla legge, visto che vernici, coloranti e materiali utilizzati potrebbero essere nocivi se non a norma. Mi piacevano i giocattoli che richiedessero manualità e un minimo di concentrazione. Quando era più piccolo, come moltissimi bambini della sua età, era molto preso dai supereroi e dall’Uomo Ragno in particolare. Quindi spesso ai giocattoli preferiva il costume, il libro, il film o altro comunque legato al suo supereroe preferito”.

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