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    È il Cinema, bellezza

    autrice Elena Filini
    Elena Filini


    C'è un motivo se il Lido per dieci giorni si trasforma in universo del Cinema. L'isola ha infatti le caratteristiche giuste: un'aura decadente, soluzione senza continuità di lusso e dismissione, vecchi ospedali sul mare, capanni, ville liberty e, oscillando verso Pellestrina, una natura che diventa più selvaggia, il bianco abbagliante dei Murazzi, il borgo di Malamocco caro a Hugo Pratt. Il Lido insomma è prima di tutto un set. E diventa palcoscenico per star e produttori, creando una sorta di metamondo fatto di glitter, tutte le lingue del mondo, e atmosfera easy in contesti a volte da favola. Tutti vogliono esserci: non solo per guadagnare quegli agognati metri di velluto rosso che decretano la nascita di un Diva, ma perchè qui, in dieci giorni, si stipulano contratti, si scelgono i film che accompagneranno il pubblico nelle prossime stagioni. Lido di Venezia: place to be.

    Cate Blanchett alla mostra di Venezia
    Cate Blanchett alla mostra di Venezia 

    L'edizione numero 79 è alle sue ultime battute: sabato la giuria presieduta da Julianne Moore decreterà il vincitore del Leone d'oro. Fino ad oggi si è vista un'edizione al femminile, dove si è parlato di storie scomode, diverse.

    Isabelle Huppert alla mostra del cinema di Venezia
    Isabelle Huppert alla mostra del cinema di Venezia

    Rocío Muñoz Morales ha dato l'avvio con un monologo, sabato scorso in Sala Grande, in cui ha raccontato la sua adolescenza operaia, seduta davanti ad una finestra e guardando oltre (con gli occhi e con il cuore) la fabbrica grigia che era lo skyline costante delle sue giornate. Poi, piena di allure, arriva Catherine Deneuve, per il Leone d'oro alla carriera. 78 anni, una vita per il cinema, è la prima dama dello schermo in Francia. Ringrazia ma avverte. “Non considero il leone d'oro la fine della mia carriera”. Cate Blanchett interpreta invece Lydia Tar, un direttore d'orchestra che nel momento in cui è sull'Olimpo del consenso, incappa in un tragico #metoo. “Il rapporto tra le donne e il potere è oggi per certi aspetti tabù. Dobbiamo parlarne, affrontarlo” spiega con infinita eleganza (e gentilezza) in sala stampa. Isabelle Huppert porta sullo schermo la crudissima storia di Maureen Kearney, una sindacalista scomoda, punita con l'offesa dello stupro. Poi arriva Penelope Cruz, elegantissima in Chanel, a parlare di madri che intuiscono la diversità dei propri figli, che vogliono proteggerli nel film del coming out di Emanuele Crialese “L'immensità” dove il regista parla pubblicamente della propria transizione. “Ho sempre saputo che sarei stata madre- ha spiegato la diva spagnola- qui affronto una maternità scomoda, il rapporto strettissimo con una figlia che già da bambina si sente uomo e che cerco di proteggere”. Tilda Swinson, noblesse oblige, è una figlia eterna, una donna che non ha avuto figli e vive nell'ossessione del rapporto con la madre. “The eternal daughter” di Johanna Hogg fa riflettere sulla cura e l'amore forse eccessivo che certi figli riversano sui genitori, e sulla difficoltà ad ogni età di recidere il legame. Ma il film che ha colpito l'opinione pubblica è “Argentina, 1985”. Santiago Mitre porta in scena il processo alla dittatura di Videla con uno straordinario Ricardo Darin nel ruolo del pubblico ministero Julio Strassera. Il film arriva a Venezia il giorno dopo il fallito attentato alla vicepresidente Cristina Kirchner. “Un risveglio doloroso per noi- spiega Mitre- dobbiamo affrontare il fatto che la nostra democrazia sia molto fragile”.

    Il cast di Argentina 1985
    Il cast di Argentina 1985

    C'è il cinema e poi i mille party privati, le serate e le cene di gala. Di tradizione quella che raggruppa il maggior numero di vip è il Filming Italy Best Movie Award di Tiziana Rocca. Quest'anno si sono visti Caterina Caselli in splendida forma, Federica Pellegrini con il neo marito Matteo Giunta, Mariano di Vaio ( con isterismo collettivo annesso), Kan Yaman e l'imbarazzo con la collega Francesca Chillemi, la bravissima Anna Foglietta, Laura Chiatti in nude look, l'immarcescibile Adriano Panatta con la moglie Anna Bonamigo, Claudio Bisio e consorte, un esilarante Alessandro Siani, Drusilla Foer mattatrice con abiti da vamp e scarpe in mano e la Claudio Santamaria con la moglie Francesca Barra irritata per la processione dei fan. Una via crucis? È il cinema, bellezza.  



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