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    B CORP, la certificazione salva-ambiente

    A cura di Daniele Quarello
     
    Sono già 5.200 le aziende nel mondo in possesso della certificazione B Corp. In Italia sono oltre 170 appartenenti a 60 settori differenti. Non si tratta però solamente di una certificazione, bensì di un vero e proprio movimento mondiale in cui le aziende certificate sono le promotrici di un modello di nuovo di impresa. Un modello fondato su principi di giustizia, trasparenza, solidarietà, sostenibilità e tutela dell’ambiente. Il modello delle B Corporation (in sigla B Corp) nasce nel 2006 negli Stati Uniti, grazie all’organizzazione non profit B Lab. Unico scopo: creare una community mondiale di aziende certificate B Corp in cui il business è uno strumento fondamentale per la creazione di benessere per la società e per il pianeta. La certificazione peraltro è perfettamente in linea con i 17 obiettivi definiti dalle Nazioni Unite nel 2015 per aiutare ad indirizzare la società moderna verso uno sviluppo realmente sostenibile. La certificazione B Corp verifica e assicura che un’azienda operi secondo alti standard di performance sociale e ambientale, così definiti dall’ente non profit B Lab. Sostenibilità dei processi produttivi, azioni per il benessere dei lavoratori e della comunità locale, trasparenza e giustizia nei rapporti commerciali con fornitori e clienti.
    «Il movimento delle B Corp è nato più di 15 anni fa per dimostrare che le aziende possono creare un impatto positivo per le persone, le comunità e il pianeta. Oggi il movimento è in costante crescita: con oltre 5.000 aziende B Corp nel mondo, 1.400 in Europa e 170 in Italia - e oltre 200.000 aziende che ne utilizzano gli strumenti - siamo a un punto di svolta, raggiunto grazie alla consapevolezza che la sostenibilità non è una pratica o un processo, ma è l’azienda stessa, è tutto ciò che è e che fa: è la qualità, la ricerca e sviluppo, il prodotto, la comunicazione, le risorse umane, la relazione con partner, fornitori e con i territori in cui operano», spiegano Paolo Di Cesare ed Eric Ezechieli, co-founder Nativa.

    Giacca di Seay
    Il raggiungimento della certificazione B Corp richiede un rigoroso processo di misurazione e di analisi del profilo di sostenibilità dell’azienda da parte di B Lab. Il primo passo è quello misurarsi attraverso il Benefit Impact Assessment (Bia), lo strumento più utilizzato al mondo per la misurazione degli impatti ambientali e sociali di un’azienda. Lo strumento di valutazione è online e gratuito. Si tratta di questionario di oltre 200 domande ideato da B Lab. Misura l’impatto iniziale (baseline) dell’azienda. Il test è suddiviso in 5 macro aree. Governance: riguarda la mission generale dell’azienda, in particolare sul fronte etico, sulla trasparenza e importanza degli aspetti sociali e ambientali.
    Persone: indaga l’importanza del benessere dei lavoratori nella vita aziendale, tra compensi, benefit, formazione interna e crescita personale. L’area Comunità misura l’impegno dell’azienda verso la comunità locale dove è situata. L’area Ambiente valuta la gestione della parte ambientale: efficienza energetica degli edifici, contenimento di consumi ed emissioni, sostenibilità del processo produttivo. L’area Clienti valuta l’impatto dei prodotti e servizi sui clienti finali. Solo con il raggiungimento della soglia degli 80 punti (su una scala da 0 a 200), è possibile richiedere la verifica del punteggio che, se convalidato, permetterà l’ottenimento della certificazione. In caso di punteggio inferiore, attraverso il BIA, si possono comunque individuare le azioni di miglioramento necessarie per migliorare lo score.
    Anche nel settore moda molte aziende sono già certificate B Corp. Tra queste la vicentina Seay (soseaty.com), fashion brand italiano con il punteggio più alto nella BIA (107 su 200). Tra i fattori determinanti in questo caso i paramenti di sostenibilità ambientale. Gli abiti Seay sono realizzati solo con materiali organici, riciclati, certificati e privi di sostanze tossiche. L’azienda ha anche brevettato il sistema Re3 con cui è prevista la possibilità di consegnare un capo usato all’acquisto di un nuovo capo. L’usato sarà poi riciclato, riutilizzato per produrre filato oppure donato a persone bisognose. È certificata B Corp anche l’azienda bergamasca Miomojo che produce accessori moda, tra cui borse con materiali e processi ecosostenibili (www.miomojo.com). Dal 2012 l’azienda utilizza materiali riciclati, rigenerati e/o materiali innovativi, parzialmente organici, materiali cruelty-free, ovvero non di origine animale, tessuti riciclati ottenuti da vetro, reti da pesca, scarti di caffè, tra cui nyon 100% riciclato da bottiglie di plastica. Materiali naturali quali bambù, lino, canapa che crescono con impiego minimo di acqua e senza utilizzo di pesticidi. Grazie a questi e ad altri fattori l’azienda ha ottenuto la certificazione B Corp.

    La tua wishlist:

    Felpa verde



     

    Seay
    Felpa Siargao con cappuccio - Verde




    Borsetta


     

    Miomojo
    Iris Prima linea Appleskin - Mela




    piumino



     

    Seay
    Giubbotto Snapper imbottita unisex - Blu



    borsa blu miomojo



     

    Miomojo
    Ornella Prima linea Corn







     

    Seay
    Felpa unisex Nazarè - Blu



    Borsetta grigia




     

    Miomojo
    Angelica Prima linea Corn - Silver



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