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    Venezia, Falstaff e tu

    autrice Elena Filini
    Elena Filini

    Falstaff è un miles gloriosus, avanzo di taverna, grande capocomico.
     
    Ma insieme epicureo e autoironico. E non rappresenta la burla, leggera, profonda e irriverente con cui Giuseppe Verdi, grande compositore del genere serio, organizza il proprio personalissimo congedo teatrale.
     
    Dopo un po' di inaugurazioni virate al dramma, in Fenice per la première si ride. E all'energia in palcoscenico fa da pendant un'inaugurazione che è un rassicurante ritorno alla mondanità lagunare con fiori, cadeau, paillettes. Il dresscode è nero: paillettes a profusione, smoking maschili per le signore che puntano a illuminare con i bijoux. Raso e velluto la fanno da padrone.

    Brugnarino
     
    Affrontano la gradinata di Campo San Fantin con il passo dell'abitudine, accompagnati dal sindaco Luigi Brugnaro e dalla compagna Stefania Moretti, Maria Elisabetta Alberti Casellati, neoministra alle Riforme, Carlo Nordio, oggi al vertice della Giustizia e Carlo Fuortes, Amministratore delegato della Rai. L'una appassionata e madre di un direttore d'orchestra (Alvise Casellati) Nordio con studi strumentali e una mai sopita passione per la musica da camera e il sinfonismo.

    Manuel Agnelli
     
    Entra da un ingresso laterale Manuel Agnelli, l'implacabile giudice di X Factor impeccabile in smoking di velluto, affabile e pronto ai selfie effusivi. Poi il bel mondo veneziano: le immarcescibili Barbara di Valmarana, presidente degli Amici della Fenice e Sonia Guetta Finzi, presidente dell'associazione Musikamera, Fabrizio e Carla Plessi, il direttore del Gazzettino Roberto Papetti,Iaia Coin, la guru del vintage Cecilia Matteucci Lavarini (spavalda in oro John Galliano Dior), la PR veneziana Alessandra Morgagni, il make-up artist Diego Dalla Palma ed Enrico Martellozzo, patron di Bellussi wines che firmano i regali finali agli ospiti vip.
     
    In scena c'è Verdi ma soprattutto Shakespeare. Sul palco della Fenice è stato ricreato dal regista Adrian Noble the Globe: si prova il Sogno di una notte di mezza estate mentre le quattro comari ordiscono la burla a sir John.

    Opera
     
    Brillano la prova vocale di Vladimir Stoyanov nel ruolo di Ford e la lettura scenica e vocale di Simone Alajmo, pantagruelico Falstaff, a perfetto agio con il personaggio e la sua parte più buffa.. Le comari sono tratteggiate con arguzia: vocalmente si impone la Alice di Selene Zanetti ma a dare la vera lezione di teatro è Sara Mingardo, che nel ruolo Quickly esibisce un colore baciato dalla natura e mai scalfito dal tempo: nessuna frase, nessuna intenzione, nessun silenzio è a caso. Reverenza!. Piace anche la vocalità eterea di Caterina Sala, giovane e innocente come il ruolo di Nannetta richiede. Ben assortito il resto del cast: Meg Page è veronica Simeoni, Fenton Renè Barbera, il dottor Cajus Christian Collia e i due servitori di Falstaff, in disarmo almeno quanto il padrone, Christian Olivieri e Francesco Milanese.
     
    Sala da pranzo

    La cena alle sale apollinee, curata da Rosa Salva, è ispirata a Falstaff e alla cucina britannica con tortino di zucca e besciamelle, poi la faraona con finferli e infine tortino di cioccolato e pere. Ma le bollicine sono rigorosamente italiane (obv Prosecco Docg), firmate Bellussi wines. C'è feeling musicale e umano tra il sovrintendente Fortunato Ortombina e il direttore Myung-Whun Chung che raccontano la genesi del progetto e inneggiano al Verdi maturo e ad una prima dal forte valore simbolico. L'atmosfera è warm e non mancano i piccoli riti. Il silenzio che precede l'alzata del sipario ha il suono di un pianoforte. Myung- Whun Chung ripassa a memoria alcuni frammenti dell'opera pochi minuti prima di andare in scena.
     
    Si ride della burla a sir John e di sé, della fedeltà, della ricchezza, delle cattive abitudini. Tutto nel mondo è Falstaff.
     
    Finale opera


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