• Magazine
  • Inside
  • 17 search 0
    17 search

    Il tuo carrello è vuoto

    Prodotti nel carrello: 0
    Totale: € 0,00

    Per qualsiasi esigenza
    scrivi a [email protected]
    o chiama il numero
    040 0646313

    Il passato non muore mai

    Foto Michele Franceschini - A cura di Ilaria Perrotta

    L’ha scritto anche il New York Times: Lugo, in provincia di Ravenna, val bene una messa. Celebrata, poi, in un tempio preciso: l’A.N.G.E.L.O. Vintage Palace, paradiso di shopping second hand, luxury e non. «Ben 1.200 mq su vari livelli: al piano terra troviamo capi dagli anni ’70 ai 2000. Più in alto una selezione di firme prestigiose, tra cui Chanel, Hermès, Emilio Pucci dei vari decenni della seconda metà del secolo scorso. Al secondo piano ci sono pezzi disponibili anche sul nostro sito e su diverse piatta- forme con cui collaboriamo, tra cui Postalmarket. In cima la parte dedicata agli abiti nuziali e da cerimonia, in cui si accede su appuntamento. In più una room per il noleggio di vestiti per feste a tema o eventi speciali», spiega Angelo Caroli, collezionista e fondatore di questo impero del vintage italiano, settore di cui detiene lo scettro da decenni. È lui che ha introdotto il termine vintage nel nostro Paese: «A.N.G.E.L.O. è una realtà dal 1978, ma al tempo si parlava solo di abiti usati. Durante un viaggio a Los Angeles negli anni ’80 ho sentito utilizzare la parola «vintage» (dal francese vendange/ vendemmia, ndr) per identificare capi di valore risalenti ad almeno due decadi prima e ne ho intuito subito il potenziale comunicativo».
     
    Angelo vintage collection

    IP         Come si è avvicinato al second hand così in anticipo sui tempi?

    AC       Sin da giovane ho pensato che unire ecologia e moda fosse vincente. All’inizio la priorità è stata cercare capi economici di un certo stile, da lavare e sterilizzare per essere indossati immediatamente. Poi ho recuperato indumenti dal passato per salvaguardarli e ridare loro massima dignità. In seguito, mi sono rivolto a pezzi più importanti per incrementare la mia collezione, ponendo così le basi del mio archivio.

    IP         Archivio oggi ricchissimo...

    AC        Ho ristrutturato da poco un ex orfanotrofio femminile a due passi dal Vintage Palace che ospita più di 120mila capi disponibili per noleggio e consultazione di uffici stile e designer, collaborazioni con scuole di moda, mostre e pubblicazioni.

    IP         Uno scrigno di tesori, insieme al Palace: quali celebrità vi hanno attinto?

    AC        Laura Pausini ha scelto capi A.N.G.E.L.O. per alcune copertine dei suoi dischi; Ligabue per il suo primo film, Radiofreccia, Stefano Accorsi per gli esordi cinematografici e i Måneskin al debutto a X Factor. E ancora Kanye West e Veronica Ferraro, mentre Stefano Bollani e Valentina Cenni vestono i nostri capi nello show Via dei Matti N°0 nella stagione attualmente in onda.

    IP         Oggi il vintage è anche una scelta etica: come n’è cambiata la percezione nel tempo?

    AC        Negli anni ‘60 e ‘70 comprare usato era un gesto di ribellione diventato poi affermazione di stile a prezzi abbordabili. Vestire riciclato negli ‘80 era andare controcorrente rispetto alle firme, nei ’90 essere fuori dagli schemi, nel 2000 scegliere capi di qualità riscoprendo marchi dimenticati. Negli anni ‘10 il vintage si è evoluto in scelta di lusso accessibile o per collezionisti; dal 2020 è subentrata la visione etica dell’investire in un guardaroba duraturo. Anche le piattaforme online di rivendita hanno facilitato la consapevolezza che un abito può essere rimesso in circolo, importante per la sostenibilità. Proprio per il pubblico attento all’aspetto green ho aperto a Faenza A.N.G.E.L.O. Vintage Lab, dov’è possibile acquistare o vendere abiti a peso e in cui si svolgono lezioni di upcycling, il recupero creativo dei capi.

    IP         Investire sul vintage rimane un’ottima pratica di economia circolare ma rischia di far cadere nella bulimia di consumo. Come dovremmo ripensare le abitudini di shopping?

    AC        Per me la chiave è la giusta misura. Meglio avere poche cose e usarle tanto, da rivendere quando non le mettiamo più per poi comprare altro. Per questo dobbiamo avere pezzi di qualità che il tempo impreziosisce.

    IP         A proposito di moda circolare, ci parla del progetto pensato con Postalmarket, realtà molto orientata oggi al consumo intelligente?
     
    AC        Creeremo un angolo vintage all’interno del catalogo con marchi italiani d’epoca. Dalle prime griffe della sezione Grandi Firme come Laura Biagiotti, Enrico Coveri e Fendi fino ai brand nostrani presenti nella libreria online di A.N.G.E.L.O. per continuare la tradizione di Postalmarket in un’ottica contemporanea. In più ci sarà la possibilità per i clienti della rivista più attenti all’ambiente di proporre ad A.N.G.E.L.O. i propri guardaroba inutilizzati.

    Capello con luci

    IP         Ha un capo o accessorio particola- re di uno dei brand proposti in passato nella sezione Grandi Firme?

    AC        Una pelliccia di pantera nera di Fendi appartenuta a una signora che negli anni ‘70 a Roma si faceva confezionare modelli su misura dallo stesso Karl Lagerfeld. Me l’ha venduta raccontandomi gli eventi in cui l’ha indossata: lo stesso archivio Fendi ne ha valutato l’acquisto nella ricostruzione del proprio heritage, attività sempre più imprescindibile per ogni casa di moda importante.

    IP         Il fashion system, infatti, investe nel recupero del passato per scrivere il futuro, un sentiero seguito da Postalmarket con cui condivide anche la visione emozionale della moda.

    AC        Ci vestiamo più per comunicare qualcosa che per «coprirci»: è il nostro punto di vista che emoziona, non che l’abito sia nuovo o creato anni fa. Trovare indumenti che appartenevano ad altri e che oggi possono diventare nostri, crea sussulti dell’anima: esiste niente di più vantaggioso, bello ed ecologico al tempo stesso?

    IP         Alla fine di questo viaggio tra passato e presente, ci anticipa i progetti futuri?

    AC        La creazione di A.N.G.E.L.O. Heritage insieme ad alcune Università italiane con lo scopo di digitalizzare il mio enorme archivio e renderlo disponibile online per aziende e scuole.
    Del resto se la moda passa, il vintage, come un diamante prezioso, resta.


    Sei maggiorenne?
    Torna in homepage
    Non hai l'età minima per visitare questa categoria