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Alla scoperta del Grana Padano Selezione da Fieno

Una passeggiata nei prati stabili per scoprire un Grana Padano unico, parola di "PANIFICATRICE FOLLE"! 

Ho papà veneto e mamma sarda, ma vivo in Pianura Padana da sempre, nell’Alto Mantovano da 20 anni, terra ricca, generosa, feconda.

Passeggiando per le stradine che collegano le località più disperse della campagna, si può godere di tanta bellezza, il verde dei campi coltivati, il suono dell’acqua nei fossi creati per l’irrigazione dei campi, il movimento di animali al pascolo e uccelli alla ricerca di cibo e di un luogo sicuro.

Questa non è solo terra di coltivazioni intensive, come si è portati a credere, ma la terra di un ambiente speciale, che riporta la pianura al suo passato e le regala un nuovo respiro: IL PRATO STABILE.

I prati stabili, sono composti da erbe spontanee, grazie ai semi portati dal vento e regno di una biodiversità incredibilmente variegata, non vengono arati o lavorati e si mantengono esclusivamente con lo sfalcio e una eventuale concimazione naturale, che non faccia perdere questa grande ricchezza ambientale.
Proprio dietro a casa, dalla piccola frazione che mi ospita, ho la fortuna di poter passeggiare nella natura incontaminata, in mezzo a questa grande risorsa che ho conosciuto e scoperto negli anni.

 

 

Questo stesso prato, sfalciato e asciugato produce il fieno, l’alimento principale delle vacche da latte che, curate e nutrite con dedizione da allevatori illuminati, conferiscono il latte alla Latteria San Pietro di Goito.

Per comprendere l’altissimo livello di biodiversità del prato stabile basta sapere che qui si possono trovare oltre 50 essenze vegetali differenti, mentre in un campo seminato se ne trovano appena 12. È facile capire che una vacca che si nutre di un fieno così vario, produce un latte con sapori e aromi incredibili, che poi ritroveremo nel Grana Padano DOP. Inoltre il prato stabile rappresenta anche un elemento di sostenibilità ambientale: in primo luogo la biodiversità che accoglie aiuta a preservare gli ecosistemi di flora e fauna, inoltre cattura l’anidride carbonica presente nell’aria. Ogni anno il prato stabile sottrae all’atmosfera 12 tonnellate di CO2!

Con questo “latte sostenibile” viene prodotto un Grana Padano speciale, il Grana Padano DOP "Selezione da Fieno”, un formaggio di altissima qualità, prodotto esclusivamente con 3 ingredienti (latte da fieno, caglio e sale) che con la stagionatura amplifica i suoi aromi e il suo gusto per ottenere un formaggio UNICO.

Lo scelgo come prodotto fondamentale per la mia cucina e le mie preparazioni, in diverse stagionature, a seconda dell’intensità che voglio dare ai miei piatti, sapendo che con questa scelta porto in tavola un grande prodotto a km (veramente) zero, insieme alla passione e all’amore di un’azienda giovane e innovativa.

Perfetto come aperitivo, in sottili scaglie accompagnate da un buon calice di vino, ottimo e azzeccato spolverato sui primi della nostra tradizione e ancora fondamentale nei ripieni di pasta fresca e anche, perché no, per chiudere un lauto pasto, perché una scaglia di buon Grana Padano non ha eguali!

Stagionato oltre 30 mesi, lo trovo perfetto nella ricetta della Spoja Lorda, ricetta romagnola della quale ci sono così tante versioni da lasciare di stucco!

La spoja lorda è una ricetta tipica della cucina romagnola e in dialetto significa letteralmente "sfoglia sporcata”. La spoja lorda nasce come piatto di recupero: dopo aver preparato i cappelletti di magro, ripieni di solo formaggio, la sfoglia e il ripieno avanzati venivano riciclati per preparare questo piatto. La sfoglia all'uovo veniva quindi solo leggermente "sporcata", spalmata di un velo di ripieno, per creare dei piccoli ravioli da cuocere in brodo. 

 

Come prepararla nella mia versione? Ecco la ricetta! (Per 2/3 persone)

Ingredienti

  • 200 g di farina 00
  • 2 uova medie

Per il ripieno

  • 100 g circa di Grana Padano selezione da Fieno dei Prati stabili oltre 30 mesi grattugiato finemente
  • 1 uovo piccolo
  • Un pizzico di noce moscata

Procedimento

Impastare la pasta all’uovo, lavorandola con energia per circa 8/10 minuti, per ottenere una pasta fine e liscia.
Chiuderla in pezzetto di pellicola alimentare e lasciarla riposare almeno 30 minuti a temperatura ambiente.
Mentre la pasta riposa preparare il ripieno, miscelando il Grana Padano con l’uovo e la noce moscata, fino ad ottenere un composto sodo ma spalmabile.
Dopo il riposo, con l’aiuto di una macchinetta per la pasta, stendere le sfoglie di impasto alla penultima tacca e, dopo aver spalmato un leggerissimo strato di ripieno accoppiarle, chiudendole per bene.
Con l’aiuto di una spronella dentata, tagliare la sfoglia ripiena in quadratini di circa 2 cm di lato e mettere ad asciugare la pasta su di un vassoio.
Lessare la Spoja Lorda in un buon brodo di carne e servirla in brodo o, scolata, con il sugo che più ispira: ragù di carne bianca, verdure di stagione, condimento freddo in estate.

 

Spazio alla fantasia!


                                                         

Barbara Fontanel 
"Ho sempre amato cucinare, provare a creare qualcosa con le mie mani e, ancora oggi, non mi stanco mai di provare e riprovare, per ottenere il risultato che mi soddisfa di più, perché non si è mai finito di imparare e la spinta a migliorare è uno dei miei punti di forza."